
Rider for Regularisation
Danzica - V Forum sindacale europeo sul lavoro di piattaforma
“Come UIL abbiamo rappresentato anche in questa sede, quanto la qualificazione del lavoro e quanto la contrattazione collettiva rappresentativa siano elementi essenziali per garantire ai raider diritti e tutele effettivi.”
«La decisione del GIP di Milano sul caso Foodinho-Glovo, che respinge la richiesta della Procura sulla subordinazione dei rider, lascia forti perplessità. La verifica delle retribuzioni e delle condizioni di lavoro non può essere separata dalla qualificazione del rapporto, dalla quale dipendono il trattamento economico previsto dai CCNL sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, l’orario e le tutele applicabili».
Lo dichiara Carmelo Prestileo, Coordinatore nazionale UILTemp.
«Anche i tempi di disponibilità assumono un rilievo diverso: nel lavoro subordinato la reperibilità, quando limita significativamente la possibilità di svolgere altre attività, può essere considerata orario di lavoro. Un aspetto particolarmente rilevante nel lavoro organizzato attraverso le piattaforme».
Per queste ragioni la UIL ha scelto di non proseguire il tavolo con Assodelivery e Conftrasporto per un contratto nazionale rivolto esclusivamente ai rider autonomi, sostenendo la subordinazione per chi svolge l’attività con stabilità e continuità. Una posizione coerente anche con la Direttiva europea sul lavoro mediante piattaforme, che introduce la presunzione legale di subordinazione per contrastare le false autonomie.
Proprio su una materia così delicata, sarebbe stato necessario quel preventivo ed effettivo coinvolgimento delle parti sociali che la Direttiva stessa richiede e che, come UIL abbiamo più volte evidenziato anche nelle sedi istituzionali, è mancato nel percorso di recepimento italiano.
Qualificazione del rapporto e contrattazione collettiva rappresentativa restano essenziali per garantire ai rider diritti e tutele effettivi.