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31 ottobre 2019 - sciopero lavoratori settore metalmeccanico

Adesione dei lavoratori in regime di somministrazione allo sciopero nazionale proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm per il settore metalmeccanico – 31 ottobre 2019.

Le scriventi OO.SS., in rappresentanza dei lavoratori in regime di somministrazione del settore metalmeccanico, proclamano e aderiscono alla mobilitazione e allo sciopero, cosi come proclamato dalle Organizzazioni Sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, di due ore per la giornata del 31 ottobre giugno 2019 per tenere assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Le mobilitazioni e lo sciopero si svilupperanno con le modalità decise a livello nazionale e territoriale dalle rispettive categorie di riferimento.

UILTemp
FELSA CISL
NIdiL CGIL

Scarica il comunicato in formato PDF

Adesione alle mobilitazioni dei lavoratori in somministrazione settore metalmeccanico

Adesione dei lavoratori in  somministrazione alle mobilitazioni, con lo sciopero  delle prestazioni straordinarie e delle flessibilità, di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm per il rinnovo del contratto nazionale settore metalmeccanico.

Le scriventi OO.SS., in rappresentanza dei lavoratori in regime di somministrazione del settore metalmeccanico, aderiscono alle mobilitazioni, con lo sciopero delle prestazioni straordinarie e delle flessibilità proclamato dalle Organizzazioni Sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm per il rinnovo del contratto nazionale.

Le mobilitazioni e lo sciopero si svilupperanno con le modalità decise a livello nazionale e territoriale dalle rispettive categorie di riferimento.

UILTemp

FeLSA CISL

NIdiL CGIL

Adesione dei lavoratori in regime di somministrazione allo sciopero nazionale proclamato da Cisl Fp, Fp Cgil e Uil Fpl per il comparto sanità privata – 16 settembre 2020

Le scriventi OO.SS., in rappresentanza dei lavoratori in regime di somministrazione del comparto della sanità privata, proclamano e aderiscono alla mobilitazione e allo sciopero nazionale, cosi come proclamato dalle Organizzazioni Sindacali Cisl Fp, Fp Cgil e Uil Fpl, per l'intera giornata o turno di lavoro del giorno 16 settembre 2020. Le mobilitazioni e lo sciopero si svilupperanno con le modalità decise a livello nazionale e territoriale dalle rispettive categorie di riferimento.

UILTemp
NIdiL CGIL
FELsA CISL

Adesione sciopero dei lavoratori somministrati imprese CCNL logistica

Adesione sciopero dei lavoratori somministrati in missione presso le imprese utilizzatrici che applicano il CCNL della logistica, trasporto merci e spedizione.

Con la presente le scriventi organizzazioni sindacali aderiscono allo sciopero di 24 ore indetto da FILT CGIL FIT CISL UIL Trasporti per il giorno 29 marzo 2021 per tutte le lavoratrici e i lavoratori delle imprese, in cui si applica il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione e per tutto il personale viaggiante i cui servizi sono soggetti alle restrizioni della Legge 146/90 e s.m.i. e definiti dal CCNL dell’utilizzatore.

Lo sciopero è esteso a 48 ore, ossia al giorno 30 marzo, per il personale dipendente delle imprese di autotrasporto cui non si applica la legge 146/90 (l’intero turno di lavoro che inizia nelle due giornate e fino al suo termine).

I Segretari Generali

FELSA CISL Mattia Pirulli
NIDIL CGIL Andrea Borghesi
UILTEMP Lucia Grossi

 

 

AL LAVORO, MA SICURE E SICURI !

Comunicato a lavoratrici e lavoratori in somministrazione

Il Rispetto delle norme di sicurezza fondamentale per continuare a lavorare

Roma, 12 marzo 2020

La situazione sanitaria del paese e i relativi provvedimenti governativi pongono al centro la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Nelle ultime settimane si sono fatti tutti gli sforzi per tenere aperte le attività produttive ed è emerso che molte imprese non sono in grado di mantenere ed attuare le prescrizioni sulla salute definite dalla legge.

In molti settori e territori si stanno verificando fermate spontanee e organizzate sia a livello territoriale sia a livello nazionale, al fine di chiedere il rispetto delle condizioni necessarie per poter svolgere in sicurezza il proprio lavoro.

I lavori somministrati, essendo presenti in tutti i settori, sono coinvolti pienamente e hanno le stesse problematiche di tutela della salute dei lavoratori diretti. La situazione di delicatezza e incertezza che sta attraversando l’intero mondo del lavoro, richiede responsabilità e senso civico sul luogo di lavoro e nella società anche per tutte le lavoratrici e lavoratori da noi rappresentati, consapevoli delle difficoltà ad operare anche laddove vengano garantite tutte le misure di protezione e prevenzione.

Chiediamo alle Agenzie di vigilare che nei luoghi di lavoro, in cui vengono mandatele persone in missione, vi siano tutte le condizioni previste dai DPCM del 6 e del 12 marzo 2020 a tutela e garanzia della salute di lavoratori e lavoratrici coinvolti, ivi compresi i dispositivi di protezione necessari alla sicurezza individuale. UILTemp FeLSA NIdiL , hanno inviato già una comunicazione alle Associazioni delle agenzie per il lavoro, tesa a tutelare tutte le lavoratrici e lavoratori in somministrazione di tutti i settori produttivi e in tutto il territorio italiano, che partecipassero a scioperi indetti dalle categorie delle OO.SS. confederali UIL CGIL CISL mirati a garantire le condizioni di sicurezza degli stessi e la salubrità dei luoghi dilavoro.

UIL Temp

FeLSA CISL

NIdiLCGIL

Comunicato in formato PDF

Amazon: 10 mila somministrati in attesa di diritti, sciopero necessario. 

Il 22 marzo si fermeranno per la prima volta, per 24 ore, in tutta Italia i 40 mila lavoratori di Amazon distribuiti in 122 siti, il primo sciopero al mondo dell’intera filiera , proclamato dai sindacati confederali del settore trasporti e logistica a cui anche la UILTemp insieme alle categorie che rappresentano il lavoro in somministrazione hanno aderito.

I lavoratori in somministrazione in Amazon sono circa 10 mila tra  giovani, donne e uomini che  sicuramente in questa fase non stanno vivendo la stessa prosperità del colosso di Seattle, oggi più che mai in super boom economico. 

Paradossalmente, infatti, la pandemia ha spianato la strada a un incremento delle vendite di Amazon, consolidando un trend di mercato già in crescita e abbattendo anche il digital device che acuiva il gap generazionale relativo all’utilizzo di nuovi metodi di acquisto.

Dichiara Lucia Grossi, segretario generale UILTemp “il florido momento che vive Amazon,  non coinvolge purtroppo gli oltre 10 mila lavoratori e lavoratrici in somministrazione che sottostanno a un’organizzazione del lavoro inaccettabile: contratti brevi, estenuante turn over, continue modifiche di orari, frammentazione dei contratti e assenza di chiari obiettivi per il loro futuro”.

Continua il segretario “si aggiunge inoltre la tragedia vissuta da centinaia e migliaia di persone selezionate e formate a cui dopo un mese di lavoro è arrivato il benservito, magari al termine di un turno di notte attraverso un sms con tanto di comunicazione formale per la restituzione del badge”.

La mobilitazione è  accesa dalle seguenti motivazioni:

  •  Eccessivo turn over dei lavoratori in  somministrazione;
  • La continua ricerca di personale, che in molti casi travalica i confini territoriali, crea, in particolare in alcuni hub e siti, problemi di difficoltà abitative scaricati sulle persone senza nessuna responsabilità sociale di Amazon;
  • La durata minima dei rapporti di lavoro e i loro continui rinnovi, comporta sforzi aggiuntivi quotidiani su carichi di lavoro già molto intensi;
  • Non sono chiari i criteri di scelta sulle possibilità di rinnovo dei contratti di lavoro e sulle stabilizzazioni dirette;
  • La parità di trattamento economica non sempre viene rispettata in particolare sulle maggiorazioni per il lavoro notturno

 

Ma non dimentichiamo chi ha già sacrificato pezzi di vita per un lavoro, chi dopo aver macinato chilometri è rimasto a casa senza un’occupazione.

Conclude Lucia Grossi “Amazon deve assumersi le proprie responsabilità anche con i lavoratori in somministrazione, la storia di un impiego veloce, senza voce non è accettabile in un Paese come il nostro che ha fatto del lavoro una battaglia per la dignità”.

Si attende molta partecipazione, in tutta Italia, consapevoli che la protesta è appena iniziata.

Amazon: il CCNL è un diritto

IL CCNL E' UN DIRITTO‼️
Chiediamo continuità occupazionale per migliaia di lavoratori e lavoratrici in somministrazione presso AMAZON al fine di applicare correttamente il CCNL
Dopo vari confronti con le Agenzie per il Lavoro coinvolte, non ci sono state soluzioni positive sulla stabilizzazione a causa dell'indisponibilità delle Agenzie e di Amazon stesso.
La #ContinuitàOccupazionale è necessaria per evitare il continuo turn over e la diffusione della precarietà lavorativa.
Le Agenzie hanno comunicato che Amazon, grazie alle Organizzazioni Sindacali, applicherà finalmente quanto previsto dal CCNL Trasporti e Logistica sulle maggiorazioni notturne: una concessione unilaterale solo a coloro in forza al 1 maggio.
Ad oggi sono ancora necessarie iniziative per riprendere la vertenza e per dare risposte concrete a 10 mila precari in Amazon senza prospettive future!
DIAMO DIGNITA' AL LAVORO 🔥

Comunicato Sindacale - Incontro con MISE su vertenza Poste

Nella giornata odierna si è svolto l'incontro programmato presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Vice Ministro On. Stefani Buffagni.

Le OO.SS. hanno ribadito le richieste già esposte nell’ultimo incontro del 22 settembre u.s.

A tal proposito il Vice Ministro ha illustrato i possibili sviluppi per realizzare la continuità occupazionale del perimetro complessivo dei lavoratori in somministrazione che hanno operato in Poste Italiane, unito al rispetto dei diritti e delle norme contrattuali.

Il Vice Ministro, si è impegnato a promuovere con tutti gli strumenti, quanto definito dalla circolare interpretativa del ministero del lavoro in materia di somministrazione di lavoro.

Le OO.SS. considerano il percorso avviato necessario a garantire la continuità occupazionale dei lavoratori in missione e utile al proseguo del confronto.

Le OO.SS. consapevoli che la fase di transizione verso una soluzione strutturale che garantisca continuità lavorativa e parità di trattamento sarà delicata e da monitorare, chiederanno all’agenzia per il lavoro Adecco di rendersi parte attiva nella risoluzione positiva della vertenza.

Ritengono che l’apporto del MISE abbia contribuito a tracciare una strada verso la soluzione della vertenza alla luce delle richieste che le OO.SS. hanno avanzato, in difesa dei diritti dei lavoratori.

Le OO.SS. insieme ai lavoratori, saranno impegnate nel monitoraggio di quanto definito nell’incontro odierno con il MISE, contestualmente si aprirà un tavolo di confronto con Adecco.

Roma, 29 settembre 2020

Le segreterie nazionali UILTemp-UIL, NIDIL-CGIL e FELSA-CISL 

 

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Comunicato Somministrati Adecco - Poste Italiane

Si è tenuto venerdì 22 maggio us l’incontro tra UILTemp, Felsa Cisl e Nidil Cgil e l’agenzia per il lavoro Adecco SPA sulla vertenza che coinvolge circa 421 lavoratori somministrati presso Poste Italiane SPA.

Su sollecitazione delle organizzazioni sindacali, l’Agenzia per il Lavoro ha comunicato l’intenzione dell’azienda utilizzatrice di non prorogare i periodi di assegnazione di circa 250 addetti autisti con contratti a tempo indeterminato con Adecco, che tra il 30 giugno 2020 e il 30 settembre 2020 termineranno la loro assegnazione raggiungendo i 24 mesi di anzianità di missione presso Poste Italiane Spa.

Da precedenti interlocuzioni con l’Agenzia si evidenzia che parallelamente Poste italiane s.p.a ha incaricato la ricerca di altre 100 figure professionali assimilabili alla mansione di addetto ai trasporti, tale prospettiva dimostrerebbe uno scenario di evidente crescita di questo segmento commerciale.In questo senso non si comprendono le ragioni di questa ipotesi ventilata di interrompere l’esperienza lavorativa presso Poste di lavoratori che in questi giorni, in piena emergenza COVID-19 ,hanno garantito il servizio e la possibilità a migliaia di cittadini di “stare a casa” trasportando prodotti ,beni e corrispondenza con impegno e responsabilità. È altresì evidente la possibilità per i lavoratori assunti a tempo indeterminato dal somministratore di essere inviati in missione sia a tempo indeterminato che a termine presso gli utilizzatori senza obbligo di causale o limiti di durata, come già chiarito dal Ministero del Lavoro con la circolare n.17 del 31 ottobre 2018.

La nostra azione ha sempre mirato alla continuità occupazionale, infatti abbiamo siglato due accordi con Adecco per favorire l’instaurarsi di contratti a tempo indeterminato ma, a quanto pare, questo non ha portato ad un cambio di prospettiva da parte di Poste Italiane, che di fatto continua a mantenere un atteggiamento di chiusura a questo punto incomprensibile.

Continueremo a lavorare in questa direzione, consapevoli del fatto che dopo un ulteriore fase interlocutoria avremo la necessità di valutare azioni di mobilitazione nazionali se le nostre richieste non verranno accolte.

UILTemp, Felsa Cisl e Nidil Cgil

Comunicato in formato PDF

Comunicato stampa - lavoratori somministrati nel settore sanità

UILTemp, NidiL CGIL e FeLSA CISL ritengono non più accettabile il perdurare della situazione creatasi nei confronti dei lavoratori somministrati impegnati nella sanità.

In queste settimane a livello Regionale si sta procedendo alla definizione di trattamenti economici integrativi in favore del personale sanitario impegnato durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Nonostante i nostri solleciti per una applicazione corretta del principio delle parità di trattamento prevista dalla legge, i lavoratori somministrati ci risultano esclusi in quasi tutte le regioni da questi riconoscimenti.

A questo si aggiunge il silenzio di entrambi i ministeri della salute e della pubblica amministrazione, che non hanno ritenuto necessario rispondere alle nostre preoccupazioni e sollecitazioni. Pensiamo anche sia necessario che la Conferenza Stato regioni si assuma le proprie responsabilità definendo l’applicazione della parità di trattamento.

Permane inoltre la nostra richiesta di superare le disposizioni previste dalla cd. “legge Madia”, che prevede l’esclusione per i lavoratori somministrati del riconoscimento della loro anzianità ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici.

Per tutto questo UILTemp, NidiL CGIL e FeLSA CISL proclamano lo stato di agitazione nazionale per i lavoratori somministrati del comparto sanitario. Se le istanze denunciate non dovessero trovare accoglimento, le Organizzazioni Sindacali si riservano di mettere in atto ulteriori azioni di rivendicazione.

Comunicato Stampa Poste 22 settembre 2020

In data odierna Nidil Cgil, FELSA Cisl e UILTemp hanno incontrato al MISE il viceministro Stefano Buffagni, sulla vertenza dei lavoratori somministrati in missione presso Poste Italiane. Il ministero ci ha confermato che è in corso una interlocuzione con la dirigenza di poste, per tentare una positiva risoluzione della vertenza.
Abbiamo ribadito la necessità di garantire la continuità occupazionale dei lavoratori somministrati e la relativa parità di trattamento (non consentendo scelte organizzative che favoriscano il dumping contrattuale) sia dei lavoratori in essere che di quelli cessati negli scorsi mesi.
Le OO.SS, in attesa di una risoluzione definitiva della vertenza hanno chiesto la proroga dei contratti in scadenza al 30 settembre. Nel prossimo incontro che si terrà giovedì 24 settembre, il viceministro si è impegnato a dare ulteriori aggiornamenti. Pertanto le organizzazioni sindacali confermano lo sciopero previsto per giovedì 24 settembre.

Nidil Cgil
FELSA Cisl
UILTemp

CONFERENZA STAMPA Tutele ancora insufficienti per 180 mila collaboratori. “Intervenire subito, nella prossima Legge di Bilancio”. Tre gli emendamenti sostenuti dai Sindacati

Venerdì 22 novembre 2018, ore 12
Roma, via Lucullo 6, Sala Multimediale

Dopo la conversione in legge del decreto 101, alcuni nodi irrisolti della Gestione Separata Inps, non affrontati, continuano ad incidere pesantemente sul reddito e sulla futura pensione dei collaboratori: circa 500 mila mila lavoratrici e lavoratori, di cui 180 mila particolarmente fragili, con redditi bassi e discontinui.

Le ultime statistiche disponibili (dati provvisori 2018), infatti, indicano in 493 mila i collaboratori esclusivi, di cui 450 mila con un unico committente e con un reddito medio pari a 21.742 euro. Tra questi, i lavoratori più deboli sono i collaboratori a progetto (142.038), con un reddito medio che va dai 6.770 euro delle donne ai 13.350 degli uomini, e i collaboratori nella Pubblica Amministrazione (32.931) che percepiscono circa 9.500 euro l’anno (9.403 le donne e 9.713 gli uomini).

Uiltemp, Nidil Cgil e Felsa Cisl sono impegnate da anni sul rafforzamento delle prestazioni sociali per i collaboratori coordinati e continuativi. Nel Decreto 101, convertito in Legge, sono stati introdotti alcuni interventi molto importanti che rispondono, però, solo parzialmente alle nostre richieste a tutela degli iscritti alla Gestione Separata INPS. Ridotto, ad esempio, da tre mesi a uno, il requisito per accedere a maternità, congedi parentali, malattia e disoccupazione. Raddoppiati fino a 89 euro, gli importi per i ricoveri ospedalieri e fino a 44 euro, gli importi per la malattia ordinaria.

Sono rimasti sul piatto, però, tre punti che potrebbero trovare subito soluzione, se inseriti già nella prossima Legge di Bilancio. Gli emendamenti sono stati presentati e attendono di passare al vaglio delle commissioni.

Il primo punto riguarda i collaboratori iscritti esclusivamente alla Gestione separata Inps, che versano un’aliquota previdenziale pari all’11% del compenso, mentre i lavoratori dipendenti versano il 9,19%. Per ristabilire un principio di equità, chiediamo di spostare l’1,81% in più nella quota di contribuzione che fa capo al committente, così come accade nei rapporti di lavoro subordinati. Ciò aumenterebbe il reddito disponibile dei collaboratori che, per le fasce più basse, in media e al lordo delle tasse, sarebbe compreso tra i 123 e i 242 euro in più all’anno.

Il secondo punto riguarda il versamento dell’aliquota previdenziale: se il committente, dopo avere trattenuto la quota contributiva dell’11% dal compenso del collaboratore, poi non lo versa all’Inps, succede che il lavoratore non può accedere alle prestazioni sociali (fa eccezione l’indennità di maternità) e quei contributi non potranno essere utilizzati per determinare il calcolo della futura pensione.

Chiediamo di ripristinare un principio di equità, affinchè non sia il lavoratore che, dopo avere subito regolarmente la trattenuta della sua quota previdenziale, se il committente poi non la versa all’Inps, poi si trovi anche a subire il maggior danno.

Il terzo punto, infine, riguarda le lavoratrici e i lavoratori percettori di Dis Coll, cioè l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, che non prevede alcuna contribuzione a fini pensionistici. Chiediamo di introdurre la contribuzione figurativa a fini pensionistici per i periodi di Dis Coll, così come avviene per tutte le altre indennità di disoccupazione previste nell’ordinamento. Dopo le maggiori tutele introdotte dal decreto 101, questi tre emendamenti ristabilirebbero un principio di equità nel quotidiano, ma bisognerà presto affrontare il nodo del futuro pensionistico di intere generazioni di lavoratori discontinui e con carriere lavorative fragili e povere in termini direddito e contributi.

Dai sindacati Uiltemp, Nidil Cgil e Felsa Cisl, l’appello di "iniziare a costruire già adesso una prospettiva previdenziale più solida e meno precaria: chiediamo al Governo d'intervenire ora, senza altri rinvii, per costruire una Pensione Di Garanzia per tutti."

Comunicato stampa in formato PDF

Conversione decreto Agosto: oltre mezzo milione di somministrati, atipici e precari senza risposte e sempre più a rischio reddito

Nella conversione in legge del Decreto Agosto pubblicata ieri in G.U. (Legge n. 126/2020) ancora nessuna attenzione per oltre mezzo milione di persone con rapporti di lavoro atipici e precari, che - ingiustamente escluse dal sistema delle indennità Covid-19 – rimangono senza nessuno strumento di sostegno al reddito.

Dimenticate infatti - ancora una volta e inspiegabilmente - le categorie dei lavoratori più fragili come gli autonomi, partite iva, collaboratori occasionali e collaboratori coordinati e continuativi; i somministrati (ex-interinali) nella sanità e gli stagionali dei settori diversi dal turismo. Insomma, la platea dei beneficiari delle misure di sostegno invece di ampliarsi e includere gli esclusi, si
va sempre più riducendo, a fronte di nessuna prospettiva o piano di ripresa.

Questo l’allarme lanciato dai sindacati di rappresentanza del mondo del lavoro meno tutelato, UILTemp, NIdiL Cgil e FeLSA Cisl che esprimono forte preoccupazione: mentre la ripresa economica tarda ad arrivare e lo stato di emergenza sanitaria prosegue, si apre sempre di più lo scenario di un futuro pericolosamente incerto per tutti, ma soprattutto per chi non può accedere a nessun tipo di ammortizzatore sociale.

Nonostante le numerose sollecitazioni di modifica lanciate in questi mesi – commentano le Organizzazioni sindacali - il tentativo di tutelare e riconoscere lavoratori e lavoratrici normalmente esclusi da forme di sostegno al reddito si è basato su un sistema che ha lasciato scoperte proprio le categorie più deboli e precarie. Le misure adottate per affrontare la crisi Covid-19 continuano ad allontanarsi sempre di più dal proposito iniziale di non lasciare indietro nessuno.

Le categorie di lavoratori escluse

Dimenticati di nuovo i collaboratori autonomi occasionali non iscritti alla Gestione separata Inps in quanto percettori di redditi inferiori ai 5.000 euro (spesso impiegati nei settori produttivi più colpiti dalla crisi come turismo, spettacolo, formazione e consulenza oppure come quelli del food delivery, considerati essenziali nei giorni più duri del lockdown). Esclusi dalle indennità Covid-19, si trovano senza reddito e senza lavoro dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Dimenticati di nuovo i collaboratori coordinati e continuativi con contratti di lavoro “sospesi”, senza reddito ma non disoccupati: non rientrano tra i beneficiari delle indennità e neppure nella disoccupazione Dis-coll.
Dimenticati di nuovo i lavoratori con contratto di somministrazione stagionale nei settori diversi dal Turismo e dagli Stabilimenti termali, mentre gli oltre 12 mila somministrati occupati nel comparto Sanità sono stati “rimandati” in prima linea con l’emergenza Covid ma riconfermati nell’esclusione dai trattamenti economici accessori e integrativi in favore del personale sanitario impegnato durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Stato e Regioni, nonostante i solleciti di parte sindacale per una applicazione corretta del principio della parità di trattamento prevista
dalla legge, non hanno incluso i somministrati creando così situazioni di inconcepibile disparità tra lavoratori impegnati fianco a fianco nella lotta al virus, eroi di serie A e di serie B. Si aggiunga a ciò la richiesta, sempre disattesa, dei Sindacati di categoria di superare le disposizioni previste dal D. Lgs. 25 maggio 2017 n. 75, che escludono in maniera discriminatoria, i lavoratori somministrati dall'accesso alle quote riservate per la partecipazione ai concorsi pubblici e, quindi, alla possibilità di accedere ai percorsi di stabilizzazione.

A ingrossare le fila delle categorie di lavoratori e lavoratrici abbandonati, con la conversione in legge del Decreto Agosto, troviamo anche i collaboratori autonomi occasionali che non hanno un contratto in essere e le partite IVA iscritte alla Gestione Separata Inps.

“Salvati” - per adesso - i percettori delle indennità di disoccupazione Naspi e Dis-Coll scadute tra 1 marzo e 30 giugno, prorogate di altri due mesi. Tamponata la situazione dei lavoratori temporanei, compresi i somministrati, a cui in deroga al Decreto Dignità sono concesse proroghe e rinnovi senza causale per massimo 12 mesi, una sola volta e fino al 31 dicembre 2020. Rinnovata l’indennità Covid-19 di 600 euro ai collaboratori sportivi, ma solo per il mese di giugno. Rifinanziati il REM che si potrà chiedere fino al 15 ottobre e il Fondo di Solidarietà Artigiani e Somministrati.

Le richieste di UILTemp NIdiL Cgil FeLSA Cisl

UILTemp NIdiL Cgil FeLSA Cisl ribadiscono con forza la necessità e l’urgenza non più procrastinabile di costruire al più presto un sistema di ammortizzatori sociali strutturale e specifico che abbracci tutte le tipologie di rapporto di lavoro, dando copertura ai periodi di disoccupazione e di calo delle attività che in questa fase pandemica sta mettendo a dura prova migliaia di lavoratori. Una volta ampliata la tutela economica e reddituale per le categorie attualmente escluse e dimenticate anche dalle misure anti Covid-19, si dovrà avviare un confronto serio sul tema della riqualificazione e ricollocazione occupazionale per tutti quei lavoratori temporanei che hanno perso il proprio lavoro.

UILTemp
NIdiL
Cgil FeLSA Cisl

Decine di migliaia di somministrati, atipici e precari a rischio reddito

Comunicato stampa 

  • Il Governo aveva promesso che nessuno sarebbe rimasto indietro, ma sono rimaste non tutelate le fasce più fragili.
  • Autunno pericolosamente incerto per tutti. In attesa della ripresa, il Governo ampli subito, nel prossimo Decreto, la platea delle categorie di lavoratori da sostenere.

Roma, 13 luglio 2020. – Un importante messaggio è stato lanciato al Paese all’inizio della pandemia: le misure del Governo non dovevano lasciare indietro nessuno. Eppure, FeLSA Cisl NIdiL Cgil UILTemp evidenziano come tanti, tra i lavoratori più fragili, rischino di essere lasciati senza coperture di reddito nonostante le numerose sollecitazioni lanciate in questi mesi.

Se il Decreto “Rilancio” ha confermato il tentativo da parte del Governo di tutelare e riconoscere lavoratori e lavoratrici normalmente esclusi da forme di sostegno al reddito, il sistema individuato ha lasciato scoperte proprio alcune tra le categorie più deboli e precarie: una ferita che va sanata al più presto.

Anche in sede di conversione in legge del decreto, infatti, non si pone rimedio all’esclusione di diverse figure. È il caso, ad esempio, dei collaboratori autonomi occasionali non iscritti alla Gestione separata Inps in quanto percettori di redditi inferiori ai 5.000 euro (spesso impiegati nei settori produttivi più colpiti dalla crisi come turismo, spettacolo, formazione e consulenza), oppure come quelli del food delivery, considerati essenziali nei giorni più duri del lockdown. Tutti questi lavoratori sono stati esclusi dalle indennità Covid-19 e si trovano senza reddito e senza lavoro dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Stessa condizione anche per i collaboratori coordinati e continuativi con contratti di lavoro “sospesi”, senza reddito ma non disoccupati, che per maggio non rientrano tra i beneficiari delle indennità e neppure della Dis-coll.

Anche per i somministrati con contratto stagionale nei settori diversi dal turismo e dagli stabilimenti termali, registriamo un’ingiustificata esclusione che non riesce a essere recuperata neanche durante l’iter Parlamentare  di conversione in corso.

In assenza di una piena ripresa delle attività, il destino di decine di migliaia di lavoratori atipici e precari che operano in ogni settore (partite iva individuali, collaboratori coordinati e continuativi, occasionali, collaboratori sportivi, autonomi, somministrati e dipendenti a tempo determinato) rimane pericolosamente incertoper i prossimi mesi.

Proprio come gli “eroi di serie B” della Sanità,lavoratori e lavoratrici somministratiai quali il Governo non ha riconosciuto né i trattamenti economici integrativi né riconoscimento della loro anzianità di servizio ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici.

Così come i lavoratori somministrati di Poste Italiane, azienda di Stato, che lascia a casa i lavoratori che hanno garantito il servizio nel periodo di emergenza.

Fino a che l’emergenza non sarà superata, è necessarioed urgente, quindi, ampliare la platea dei beneficiari delle indennità e prorogare gli strumenti di sostegno al reddito, comprese Naspi e Dis-coll. Inoltre, per scongiurare l’ingresso di decina di migliaia di lavoratori somministrati a tempo determinato nelle fila dei disoccupati è fondamentale una deroga all’obbligo di causale su proroghe e rinnovi almeno fino alla fine dell’anno, oltre al superamento del contributo incrementale dello 0,5% per i rinnovi dei contratti stagionali nei settori individuati dalla contrattazione collettiva.

Il tema che la crisiCovid ha mostrato con chiarezza è quello relativo alla necessità di costruire al più presto un sistema di ammortizzatori sociali strutturale e specifico per tutti questi lavoratori, dando copertura ai periodi di disoccupazione e di calo delle attività.

Infine, riteniamo che una volta ampliata la tutela economica e reddituale per le categorie attualmente escluse, debba avviarsi un confronto serio sul tema della riqualificazione e ricollocazione occupazionale per tutti quei lavoratori temporanei che hanno visto interrompere il proprio rapporto di lavoro.

Le soluzioni ci sono, speriamo ci siano anche le volontà. Errare è umano perseverare è diabolico.

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UILTemp

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